Il Luogo

La chiesa di Santa Maria Nuova è un luogo ricco di storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Portico di ingresso risalente al sec. XVI (prima metà) e Portale scolpito nel 1498 da Bernardino di Pietro da Carona per l’antica chiesa di S. Maria Nuova in S. Lazzaro.

 

 

Santa Maria Nuova sorge sull’area dell’antica chiesa parrocchiale del Santo Salvatore, concessa nel 1518 ai Frati Minori Osservanti quando si videro costretti ad abbandonare il convento extraurbano di S.Maria Nuova

in S.Lazzaro per i danni e i soprusi subiti dalle milizie roveresche durante l’assedio di Fano del 1517. Portato a termine dopo il 1480, il vecchio convento di S. Maria Nuova in S. Lazzaro (così denominato per essere prossimo al Lazzaretto) era stato per oltre un decennio l’operosa bottega

di artisti famosi: i fratelli intagliatori e intarsiatori senesi Antonio e Andrea Barili nel 1484, il pittore urbinate Giovanni Santi, forse con il giovanissimo Raffaello, Pietro Vannucci detto il Perugino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Coro intarsiato e intagliato nel 1484 dai fratelli Antonio e Andrea Barili

per l’antica chiesa di S. Maria Nuova in S. Lazzaro.

 

 

Dopo aver subito adattamenti e danneggiamenti già nel 1631,

il prezioso coro dei fratelli Barili è stato purtroppo devastato dal crollo

del campanile della chiesa, minato dalle truppe tedesche in ritirata nell’agosto del 1944. Così come appare oggi è perciò il risultato

di un diligente restauro con cui si è cercato di recuperare gli stalli intarsiati, estratti dalle macerie che avevano invaso l’intero presbiterio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Santi, “Visitazione” (intorno al 1488-90).

 

 

 Il dipinto Fu realizzato da Giovanni Santi (Colbordolo 1440 circa - 1494)

per la Chiesa di Santa Maria Nuova in San Lazzaro. Si tratta di un'opera autografa come testimonia la scritta posta al centro in basso: Johannes Santis di Urbino pinxit, la datazione può esser fatta risalire intorno al 1488.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Vannucci detto il Perugino, “Madonna in trono con il Bambino

e i Santi Giovanni Battista, Ludovico da Tolosa, Francesco, Pietro, Paolo

e Maria Maddalena” (1497).

 

 

 Della stessa opera fanno parte la Lunetta raffigurante la “Pietà” e la predella con “Storie della Vergine” (1497). Controversa, anche se non improbabile, è l’attribuzione della predella al giovanissimo Raffaello Sanzio, allora allievo del Perugino.

 

 

 

Nell’immagine di sfondo:

Pietro Vannucci detto il Perugino, “Annunciazione” (intorno al 1488-90).

 

 

 

 

 

 

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